Mangiare pesce crudo:benefici e controindicazioni

  1. Cosa si intende per pesce crudo?
  2. Il pesce crudo
  3. Gli effetti positivi
  4. Possibili controindicazioni
  5. Come prepararlo

Quando si parla di pesce crudo tutti noi pensiamo subito al popolare piatto giapponesi, il Sushi. In realtà anche l’Italia è famosa per il consumo di pesce crudo sotto forma di crostacei, pesci con la pinna, bivalvi etc.

Scopriamo assieme se ci sono benefici in una dieta a base di pesce crudo o se invece ci sono molte controindicazioni.

Cosa si intende per pesce crudo?

Per pesce crudo si deve intendere tutto quello che non è stato cotto a temperature di 60 °C o oltre. Quindi anche quello scottato o marinato si deve intendere crudo.

Il pesce crudo

Il pesce crudo è una prelibatezza venduta da tantissimi ristoranti (sia giapponesi ma molto spesso anche italiani) nel nostro paese. Si tratta di piatti che tradizionalmente siamo abituati ad associare ad un buono stato di salute e che sono comunque consumati da popoli particolarmente longevi e con una elevata aspettativa di vita.

Tra i pesci crudi maggiormente consumati in Italia abbiamo:

  • gamberi
  • ostriche
  • tonno
  • pesce spada
  • dentice
  • scampi
  • polpo
  • ricci
  • ricciola
  • salmone

Gli effetti positivi

Gli studi hanno dimostrato che gli acidi omega-3 che sono comuni nel pesce sono estremamente importanti quando si tratta di salute e funzione del cervello. Il nostro corpo non produce questi composti, quindi dobbiamo assumerli attraverso il cibo che mangiamo.

Alcuni studi hanno dimostrato che per le persone con moderata perdita di memoria o declino cognitivo legato all’età sono state in grado di trarre beneficio dall’aggiunta di acidi omega-3 alla loro dieta, sebbene quelle con problemi cognitivi più significativi come il morbo di Alzheimer, non pare ne abbiano beneficiato.

Benefici per il cuore

Il pesce è ampiamente classificato come uno degli alimenti più salutari che si possano mangiare e l’American Heart Association suggerisce persino di mangiarlo due volte a settimana per ottenere il massimo dei benefici.

Si pensa che gli acidi grassi omega-3 riducano i battiti cardiaci anormali che spesso possono portare alla morte improvvisa. Gli acidi aiutano anche ad abbassare un po’ la pressione sanguigna e possono rallentare la crescita delle placche nelle arterie.

Possibili controindicazioni

Le contaminazioni chimiche, in particolare di metalli pesanti che si trovano soprattutto nei pesci di grossa taglia, non hanno risparmiato i nostri mari: i pesci che vivono e si nutrono in essi possono contenere sostanze chimiche che si accumulano nei loro tessuti e di lì passano nel corpo umano. I più diffusi metalli pesanti presenti nel pesce sono il mercurio, il piombo e il cadmio, che possono poi sommarsi agli inquinanti organici persistenti, ossia prodotti chimici industriali tossici come i polifenoli bifenili e gli esteri polibromificati difenilici, che arrivano in mare dagli scarichi antropici oppure dai residui di combustioni dei motori marini, oltre ai diserbanti e pesticidi che vengono addotti in mare dai fiumi. Tutti questi composti possono dar luogo a gravi intossicazioni.

La cottura del pesce spesso può risultare efficace a ridurre l’esposizione a molti contaminanti, ma non tutti.
I pesci crudi possono contenere tossine oppure diversi virus, batteri e parassiti.

Come prepararlo

Prima di consumare il pesce crudo, bisogna essere certi che non contenga “ospiti” indesiderati, ovvero batteri e parassiti. In particolare è poco conosciuto, ma molto diffuso, il rischio che il pesce che acquistiamo possa contenere il parassita anisakis. È presente nelle viscere del 70% degli animali marini che vengono immessi sul mercato. Se l’anisakis passa dall’intestino del pesce alle sue carni, può finire nell’apparato digerente dell’uomo che lo mangia. Ciò può provocare disturbi a chi se ne nutre.

Per evitare di prendere brutte malattie, è bene che il pesce crudo venga prima abbattuto tramite appositi macchinari che portano il pesce in breve tempo a temperature molto basse. In alternativa, se non abbiamo a disposizione un abbattitore, possiamo sempre procedere con il congelamento del pesce per poi mangiarlo quando lo vogliamo.

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