Una Dieta a base di insetti è sostenibile?

  1. Introduzione
  2. Il perchè degli insetti nella dieta
  3. Scaragaggi green
  4. Siamo pronti per mangiarli
  5. Principali proprietà

Caro cosa vuoi per cena questa sera? Ho trovato in offerta sia le larve che i grilli verdi! Fammi sapere…

Il futuro di molti di noi potrebbe nascondersi in queste frasi tra qualche anno. Infatti sempre più spesso si sente sui media dell’utilizzo sempre crescente degli insetti all’interno delle nostre diete. Ma davvero dovremmo mangiare tutti insetti tra qualche anno?

 

Il perchè degli insetti nella dieta

Secondo molti ricercatori tra qualche anno la popolazione mondiale sarà talmente numerosa che non ci saranno fonti proteche sufficienti per fornire a tutti gli adeguati apporti dei principali nutrienti, in primis le proteine stesse. Ogni anno, circa 70 milioni di persone vengono aggiunte alla popolazione mondiale totale. Se la crescita continua a questo ritmo, entro il 2050 si prevede che la popolazione raggiungerà ben 9 miliardi, il doppio di oggi. La domanda globale di cibo, in particolare di fonti proteiche di origine animale, sta quindi aumentando drasticamente. Pertanto, trovare nuove fonti proteiche alternative è uno degli obiettivi più interessanti per la nutrizione e la salute umana e animale. In questo caso, gli insetti come cibo e mangime sembrano essere una risorsa interessante con molti benefici per l’ambiente e la salute.

Gli insetti possono essere considerati parte di una dieta naturale in quanto possono contenere tra il 30% ed il 70% di proteine, grassi, minerali e le vitamine; per questo motivo, gli insetti, sopratutto quelli ricchi di proteine, sono un’alternativa promettente alle fonti proteiche tradizionali come carne e pesce e inoltre inducono ad una riduzione dell’inquinamento ambientale.

L’entomofagia (dal greco ntomon, “insetto” e phagein, “mangiare”) è l’uso umano degli insetti come cibo. Le uova, le larve, le pupe e gli adulti di alcuni insetti sono stati mangiati dagli uomini dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Scarafaggi “green”

Il consumo di insetti rispetto al consumo di animali di allevamento è più rispettoso dell’ambiente; gli insetti infatti sono esseri a sangue freddo e quindi richiedono meno energia per mantenere la temperatura corporea interna. Ciò significa che sono molto efficienti nel convertire i loro mangimi in massa corporea commestibile, a differenza dei bovini, degli ovini e dei suini. I grilli ad esempio richiedono circa 2 kg di mangime per produrre 1 kg di carne e circa l’80% è commestibile.

Gli animali da allevamento come le mucche invece richiedono circa 8 kg di mangime per produrre la stessa quantità di carne, ma solo il 40% della vacca può essere consumato sulle nostre tavole. Tutto ciò potrebbe significare che si potrebbero creare allevamenti intensivi di insetti ad uso alimentare e risparmiare su coltivazioni di mangimi e ridurre inoltre l’utilizzo di pesticidi, sostanze ancora utilizzate in molti paesi al mondo.

Gli insetti poi richiedono anche molta meno terra e acqua rispetto agli animali tradizionalmente allevati e si riproducono anche molto più rapidamente. Hanno anche una vita più breve e quindi possono essere coltivati rapidamente e coltivati in grandi quantità sebbene in piccole strutture. Possono addirittura essere allevati dentro le città, in piccoli allevamenti poco più che privati.

Inoltre, gli insetti producono una frazione di gas serra (come il metano e l’ammoniaca) rispetto ad altri animali, in particolare i bovini.

Come potete capire, sarebbero davvero numerosi i vantaggi del consumo di insetti, sopratutto dal punto di vista ambientale.

Ma siamo disposti a mangiarli?

Beh, qui cominciano le note dolenti. Di certo in Italia la cultura alimentare è talmente radicata che la popolazione forse preferirebbe patire la fame piuttosto che mangiare grilli o larve secche. Tuttavia in commercio cominciano ad essere reperibili le farine di insetti, ovvero farine di insetti secchi che possono essere utilizzate in moltissimi dei nostri piatti, anche in quelli della tradizione, magari miscelate con le farine convenzionali a base di grano o mais.

Ricapitoliamo quindi le loro principali proprietà:

  1. Sono ricchi in proteine
  2. Richiedono poche risorse
  3. Hanno un elevato rendimento in termini di parti edibile
  4. Contengono molti grassi “buoni”
  5. Possono essere allevati in piccole colonie anche nelle città
  6. Riducono l’utilizzo di veleni agricoli
  7. Hanno un sapore simile al pollo 🙂

Quindi, perchè non provarli? Io sicuramente lo farò, ma comincierò con le farine!

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